giovedì 18 gennaio 2024

BRANGERO LUIGI ARGUELLO 1921

 


Mamma Margherita Bianco
Papà Cav Vittorio Veneto GIOVANNI









01 Ottobre 1942 <salute ottima, ho scritto mentre ero di guardia nella mia trincea, vicino alla mia arma che per me è la mia casa e perché è quella che mi darà la vita. Ormai sono passati due mesi di questa vita russa . Dirvi che sia tanto bella non posso dirlo, perché nei nostri posti si stava tanto meglio di qua, ma da cosa si diceva in Italia prima di venire qua credevo di star più male. Però, si capisce che non bisogna dormire in questi momenti qua…. Ma speriamo che Iddio ci aiuti fino alla fine di questa Vittoria.>

 

 

 

 

 

Luigi Brangero Arguello 1921 fu il quarto dei cinque figli di Margherita Bianco (Roddino 1891 e Giovanni Brangero 1877)Arguello(partecipò alla Grande Guerra nonostante avesse ormai 38 anni).

La prima figlia fu Giuseppina 1911 La seconda Maria 1914. Entrambe quando rientrarono i resti mortali di Luigi vivevano a Lequio Berria.

La terza figlia “Angiolina” sposata Secco mamma di “Renzo” che rinomina lo zio “Luigi” 1919 riposa nel Cimitero di Arguello.

Il quinto figlio fu Carlo nato nel 1924 sposato con Maria Francone (genitori di Luciana) abitanti ad Alba

Luciana 
https://youtu.be/YXxRBvdY2mQ                                  

Il 19 Gennaio 1941 Luigi partì Militare e fu arruolato alla Caserma di San Rocco Castagnaretta prima e dopo alla “Cesare Battisti” di Cuneo come Alpino della 13° Compagnia del Btg Borgo San Dalmazzo ( stessa Compagnia di Giuseppe Allario San Rocco Cherasca vedi Gazzetta N.35)

1° agosto 1942 Partenza per il Fronte Russo dalla stazione “Borgo Gesso di Cuneo”

Il 4 Febbraio 1942 Luigi scrive alla sorella Angiolina una cartolina di Corso Gesso(Giovanni XXIII) CON LA Bisalta innevata. Lo scritto dice: < Saluti e ricordi a tutti. Domani si parte per i campi. Ciau Luigi

1° Maggio 1942 invia cartolina con la Madonna degli Alpini,(ideata da Don Turla) lo scritto recita: < Ricevete i più sinceri saluti e auguri. Tuo fratello Luigi. Tenetela per Ricordo

L’11 agosto 1942 scrive ai genitori:

<  Ci troviamo sempre sul treno e pensiamo sempre al nostro destino. Speriamo che vada tutto bene e che Dio ci aiuti. Siamo partiti da Cuneo tutti allegri, e siamo ancora sempre allegri. E’ già da nove giorni che siamo venuti via dall’Italia, ma posti belli così non ne abbiamo più visti. Abbiamo già attraversato tanti di quei posti che non so nemmeno più dove siamo passati. Qui, nel territorio russo hanno soltanto case di legno. E dove siamo passati noi è stato tutto rovinato dai tedeschi. Speriamo che la Russia presto salterà tutta in aria! Non pensate male, l’Alpino è sempre in gamba>

Nel mese di Settembre ci sono 4 sue lettere:

3 Settembre Posta militare 203( della Cuneense) anno XX Era fascista loc.Starobesk (Ucraina Orientale sopra Voroscilovgrad) Luigi dice di essere sotto una tenda< stanco per una marcia ma con salute ottima>







Dopo essere andati verso il Caucaso, dove dovevano essere impiegati, gli Alpini furono inviati verso Rossosc( la zona del Don riservata al Corpo d’Armata Alpino) Luigi scrive:

<…a momenti è un mese che marciamo in questa terra russa, un po’ in treno ed ora a piedi; non abbiamo ancora visto una montagna; è tutta una pianura, non si vede nemmeno una pietra, una pianura che sembra

non finire più. A forza di marciare un giorno o l’altro arriveremo alla fine del Mondo> <Io tutti i giorni cambio casa e cambio anche paese: sembra di essere in villeggiatura> <L’altro giorno ho mandato a casa i soldi della deca, perché non sapevo cosa farne: spenderli non si può perché non si trova niente da comprare. Ci danno però poco: soltanto 10 Lire al giorno, 300 lire al mese! Appena li ricevete fatemelo sapere. Voi direte che non vi ho mai reso tanto, ma penso che se mi vedeste a casa sareste più contenti>

Luigi manda anche i saluti del cugino Lorenzo 1917 figlio di Brangero Pietro. Lorenzo faceva parte della Compagnia Comando del Battaglione Borgo e risulterà Disperso.( Sarà poi recapitata la Piastrina al Comune).

Invia anche i saluti di Filippo Boffa 1917 Lequio Berria(Reduce), di Nibale Mossio Bosia Arguello 1922 di Paolina Porro e del fu Felice caduto e decorato il 26 Gennaio 1943, di Gallo Giuseppe Lequio 1921            

                       

Precisa: <Siamo sempre tutti in gamba e sempre assieme, scrivete presto!>

16 Settembre 1942< Vi avevo detto che vi avevo mandato a casa i soldi, invece me li hanno dati solo oggi. Si erano fatti dare l’indirizzo di casa e io ero fisso che li mandassero loro. Li manderò al principio di ottobre, così ne riceverete più tanti assieme> < Siamo qui fermi che aspettiamo il nostro destino, ben vicini al fronte, però il nemico non l’abbiamo ancora visto e la speranza è ancora buona per oggi. Per l’avvenire si vedrà> <Sto sempre pensando a casa, che è molto lontana, e chissà quando sia quel giorno che la rivedremo dinuovo ; eppure io quel giorno ho speranza che sia presto. Dopo aver pensato tanto lascio però perdere e mi metto a scherzare come facevo sempre in Italia, e così il tempo passa di più. Intanto è lo stesso: da pensarci a non pensarci bisogna starci lo stesso, ormai ci siamo>

21 settembre 1942

<Cara mamma mi è giunta la tua cara lettera, che da molto aspettavo, per sentire le tue care parole. Ho scritto questa lettera da seduto sotto la mia tenda, la quale per ora sarà la mia casa; ed ero molto stanco da una lunga marcia, che ci ha avvicinati di fronte al nemico; ma questo vuol dire niente, basta avere la fortuna, ma speriamo che il Signore ci aiuti! Quando ero a casa mi lamentavo sempre, ma se verrà di nuovo quel giorno di ritornare non mi vedrete più di allontanarmi: perché è proprio quando uno non ha ancora visto niente della vita che ci si lamenta sempre. Mandatemi dei bolli per via aerea così la posta arriva prima e del tabacco!>

 

 

28 Settembre 42

< ….questa è la prima lettera che vi scrivo dalla TRINCEA, MENTRE HO VICINO A ME L’ARMA.

Ormai sono tre o quattro giorni che siamo giunti proprio vicino al nemico, ma a casa non dovete allarmarvi, perché tanto è lo stesso, e vostro figlio qua saprà salvarsi anche di fronte al nemico. Si sente tutto il giorno le nostre “nemiche cantare”: il primo giorno mi faceva effetto, ma ora non ci penso più. Speriamo che questa musica presto sia finita e di nuovo tutti possiamo ritornare alle nostre case.Fatemi sapere se Carlo lo hanno fatto abile o no. Lui oggi farà il furbo, perché è coscritto. Ditegli pure che la faccia andare adesso che è ancora a casa, per non trovarsi pentito quando sarà sotto la naia. Guardate di fare tanto vino buono, perché quando ritorneremo a casa possiamo prenderci qualche sbornia che ci faccia stare un po’ allegri.

(31) 01 Ottobre 1942

<salute ottima, ho scritto mentre ero di guardia nella mia trincea, vicino alla mia arma che per me è la mia casa e perché è quella che mi darà la vita. Ormai sono passati due mesi di questa vita russa . Dirvi che sia tanto bella non posso dirlo, perché nei nostri posti si stava tanto meglio di qua, ma da cosa si diceva in Italia prima di venire qua credevo di star più male. Però, si capisce che non bisogna dormire in questi momenti qua…. Ma speriamo che Iddio ci aiuti fino alla fine di questa Vittoria.>

22 Ottobre 1942

Biglietto Postale

<è già più di …..che non ricevo posta. O siete tutti morti, oppure non scrivete. Non dite che avete tanto di quel lavoro che non potete più far a tempo di scrivere. Qui ora fa già freddo, in questi giorni al mattino c’è già freddo a meno dodici gradini: ma fra qualche giorno arriverà il freddo che ci farà tremare di più che il nemico. Mandatemi della carta pe r scrivere e due o tre pacchetti di sigarette. Quindici giorni fa sono riuscito finalmente a spedire alla Posta dei Tre Cunei i soldi 558 Lire. Caro Carlo stai allegro e non pensare a me e bevi due bicchieri in più alla mia salute visto che qui non posso bere nemmeno l’acqua, poiché di pulita non ce n’è, bisogna berla anche sporca! Vi mando i saluti da Lorenzo, Filippo, Nibale e Pinoto e vi saluto perché devo andare di Guardia










Il 13 novembre, da Roma Ministero della Guerra partì il comunicato per il Comune di Lequio:

<Primo corrente, ferite riportate combattimento, est deceduto 306° sez. Sanità alpina BRANGERO LUIGI DI GIOVANNI CLASSE VENTUNO,Distretto militare Mondovì.Salma tumulata ANNOVKA.Prego darne urgente partecipazione, dovuti riguardi, famiglia residente Frazione Arguello Cascina Le viti.Sottosegretario Squero> toccherà al regio Podestà Ferrero la triste incombenza, e il 18 Nov. Fece recapitare alla famiglia una copia dell’originale. Il 7 Dicembre dal Comando della Div. Alpina Cuneense che proprio ad Annovka aveva la sua base, per la Cascina Lervì della famiglia Brangero, ad Arguello, partì anche la lettera del Comandante Gen. Emilio Battisti : <Vi è già stata data la ferale notizia. Desidero vi giunga il mio cordoglio con l’assicurazione che il vostro caro è caduto con onore. Vi preannuncio l’invio di un vaglia postale di L. 500.’ Ben poca cosa. E’ un fiore che a nome degli Alpini della mia Divisione vi offro, rammaricandomi di non poter fare di più>

Sarà anche il Gen. Battisti ad inviare la fotografia del Cimitero di Annovka, assieme al particolare  della tomba di Luigi.

Il 18 Nov. Da Cuneo  scrisse anche il Segretario della Fed. Dei Fasci di combattimento Serafino Glarey:

Ho appreso che il vostro congiunto è caduto combattendo valorosamente per la Patria. Vi sono vicino con il cuore e vi esprimo, anche a nome delle Camicie nere, i sentimenti di affettuoso conforto. Vi sia motivo di fierezza sapere che l’olocausto del vostro caro avrà contribuito alla grandezza e alla gloria dell’Italia nostra. Il sacrificio del vostro e nostro Caduto sarà Onorato e varrà per noi di esempio e incitamento a servire con sempre assoluta dedizione la Patria Fascista>

PIERCESARE PELLEGRINO il grande Testimone della Memoria, scrittore di Gazzetta d’Alba commentò così: <Sono i soliti luoghi comuni di una retorica eccessiva, non ancora morta neanche oggi,(1992 (Beppe:ma ancora oggi!) Basta sentire certi discorsi ufficiali in certe commemorazioni e manifestazioni dove i termini come Patria, eroe, dovere si sprecano a gogò e dove non c’è nemmeno un abbozzo di approccio storico. Perché quella fu una guerra di aggressione in piena regola, giocata sulla pelle di tanta povera e semplice gente come Luigi Brangero e Allario Giuseppe morti a 21, in una terra lontanissima.( aggiungiamo al ricordo ed Onori Giuseppe Gallo, Mossio Annibale, Brangero Lorenzo, e tutti quei giovani che caddero in quella e nelle altre guerre)

BrangeroLorenzo                                    Mossio  Annibale

 

 

 

PIERCESARE Pellegrino invitò le sorelle a:

<quando Luigi arriverà ad Arguello, fategli trovare una bottiglia di quel vino buono che appaghi finalmente il suo desiderio, lungo 50 anni, di giovane ragazzo che aveva ancora tanta voglia di vita e tanta voglia di casa!>  

 

       



Mossio Annibale e Mamma Paolina                                






Barbara Annunziata mamma di Gallo Giuseppe PINOTU

 

 

 

                                     

                        Brangero MariaTeresa zia di Luigi e nonna materna di Dino Volpe

 

 

 


 

 

 

 

 

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