La strage in questione avvenne verso le 18,00 poco a valle delle Cascine Fedriale e Vignasso verso il Berria, dove ora sorge il seguente Monumento.
DESTEFANIS LUIGI 06/06/1925 LEQUIO BERRIA (CUNEO) -
CONTADINO
Nome di battaglia DINO
CADUTO 2° DIV LANGHE
PARTIGIANO Dal 04/01/1944 Al 29/06/1944
Caduto il 29/06/1944
LEQUIO BERRIA
GALLIZIA
BENEDETTO GIUSEPPE DI MARCELLO
12/05/1907 COSSANO
BELBO (CUNEO) -
MECCANICO CORPO AUTOMOBILISTICO Reparto 33° AUTOCENTRO
Nome di battaglia GILERA
CADUTO FORM MAURI
2° DIV LANGHE Dal 18/12/1943 Al 29/06/1944
Caduto il
29/06/1944 LEQUIO BERRIA CADUTO IN COMBATTIMENTO
GAVARINO JOSEPH DI FELICE
CANELLI (AT/I) il 14/03/1913
Professione :MEDICO
Qualifica: CVL Unità: VI DIV LANGHE
Luogo di morte: LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944
NOE' LORENZO DI LUIGI
LEQUIO BERRIA (CN/I) il 31/08/1915
Contadino CVL Unità: VI DIV LANGHE
LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944
HANS ENRICH
Qualifica: CVL II DIV LANGHE 5^ BRG BELBO
LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944
pietra scolpita da ANGELO BOSIO di Aure Arguellohttps://youtu.be/h2ci4ENsGHQ CAMMINATA AL CIPPO DEL VIGNASSO
< Nella prima mattina del 29 6 1944 arrivarono i tedeschis ull’aia della Cascina Fedriale ed appiccarono il fuoco alla casa. C’erano dentro alcuni Partigiani,tra i quali l’austriacoHans Henrich, e questi non potendo più fuggire, scamparono alla cattura nascondendosi nel solaio. Ritengo che i tedeschi avessero collocato delle vedette sul Bricco per tenere d’occhio il luogo ed intervenire di nuovo nel momento più opportuno. Infatti, quando nel pomeriggio scesero qui da Lequio parecchie persone per vedere come stavano le cose e ricmparvero anche i primi partigiani, i tedeschi tornarono all’improvviso su due macchine, l’una proveniente da Lequio e l’altra da Benevello cercando di sorprendere i partigiani tra due fuochi. Vi fu subito una sparatoria e la gente che si gettò verso l’alto lungo il versante del Rio Berria scampà alle pattuglie.Io, mentre sfuggivo loro, caddi e mi ruppi un braccio e dovetti nascondermi sotto un cespuglio in fondo ad alcuni solchi di fagioli. Un tedesco mi passò accanto, ma forse la sua paura era uguale alla mia perché fece in modo di non vedermi. Il Dott. Gavarino, che era scappato di casa attraverso i campi, fu inseguito, raggiunto e subito ucciso. La stessa cosa successe a Lorenzo Noè, che era accorso da Lequio sul posto. Poco più a valle furono scoperti i due partigianiDestefanis e Gallizia; fu catturato anche l’austriaco hans e tutti e tre furono uccisi.Sentii uno di loro che urlava ancora qualcosa e poi piombò sul luogo un pauroso silenzio di lutto.
I tedeschi presero una scala presso la cascina, vi deposero un materasso e provvidero a sgomberare i loro due soldati feriti e verso sera li portarono via. Alla Cascina presero anche due ostaggi e sembrava che volessero fucilare la donna piangente che avevano fatto inginocchiare sull’aia, ma poi venne liberata, mentre portarono via il marito, MODESTO AIRALE, che nel carcere di Asti ebbe a subire torture e interrogatori e fu trattenuto per qualche tempo!
L
TESTIMONIANZE DEL 29 GIUGNO 1944
A LEQUIO BERRIA
IL 29 GIUGNO 1944 verso le
10,30 si sentirono degli spari che provenivano dalla cascina “FEDRIALE” DI
Celestino Gavarino. Si seppe dopo che erano tedeschi venuti apposta. I giovani
che erano in piazza fuggirono verso il Santuario della Madonna.
Mio padre era andato per dei
lavori proprio al “Vignasso” e siccome sparavano basso dovette mettersi a
faccia in giù nella meliga. Si coprì la testa con della terra. Noi avevamo
proprio un campo lì sotto la casa dove adesso abita Claudia Gavarino. Gli spari
provenivano dalla strada che porta a Benevello e dai militari che venivano dai
tre Cunei. Mio padre poi riuscì a rientrare a casa per miracolo procedendo “a
gatass” rasoterra.
I tedeschi erano stati
informati da qualche spia che da “Gavarin Attilio” (Comandante di Brigata
Partigiana) si erano rifugiati i partigiani di Poli e di Muscun(Noè Renato).
Amedeo Castagnotti scrisse poi anche il nome del Delatore “tal Crisseul” che
faceva il servitò dai “Buerin. Prima era stato con i Partigiani e poi era
passato con i fascisti. Fu poi ucciso tra Alba e Ricca da un partigiano.
Celestino e Teresa Gavarin si
erano già allontanati dalla cascina, poi erano tornati per preparare da
mangiare ai partigiani, invece la Annunziata con la figlia Anna, moglie e
figlia di Gavarino si erano recate a Cerretto Langhe. Teresa fece appena in
tempo a rifugiarsi nel boschetto vicino a casa e poi alla Borgata “Riale. Non
avendo trovato nessun Partigiano i nazifascisti diedero fuoco alla cascina e
poi se ne andarono. Però tornarono nel pomeriggio scendendo dal “Gallo” e
arrivarono da sotto, cioè dallo “rian” e sorpresero Destefanis Luigi Partigiano
di 19 anni, Noè Lorenzo che era andato con la fidanzata Margherita che non fu
uccisa ma costretta ad assistere alla fucilazione. Furono uccisi anche il
Partigiano chiamato “Gilera”, un austriaco che era passato con i partigiani(
Hans Enrich”Stenry”). Gavarin riuscì a nascondersi sotto delle sterpaglie e i
tedeschi non lo videro e anzi gli passarono sopra, “Cimiru” il servitò riuscì a
fuggire ed ebbe la giacca forata da una pallottola. Moscon(Muscun) e altri due
partigiani si nascosero nel pagliaio che fortunatamente non fu incendiato
perché i tedeschi furono scongiurati dalla vecchia “Fedelina ra Prucia”, amica
dei Gavarino. Arrestarono anche “Crusin” che fu deportato ad Asti e rilasciato
solo dopo alcuni giorni. Videro anche Gavarino Joseph che fuggiva e senza pietà
lo ammazzarono. I morti furono recuperati solo il giorno dopo dal Partigiano Ernesto
Montanaro che con il carro di Fiorenzo Messeni furono trasferiti nella Chiesa
di San Rocco e posti su della paglia.>Con co rà dì Medeo fu proprio “un
giorno di fuoco”!
La notte tra il 28 e il 29
giugno al Gallo hanno dormito alcuni Partigiani, Anche Meghi ha dormito a casa
sua, Altri sono dai Gavarino. La mattina verso le nove arriva Poli in Moto. La
cascina del Gallo è in u punto molto favorevole per controllare la zona. Si
trova all’incrocio di tre strade: quella di Diano, quella di Benevello e quella
di Montezemolo. La viabilità è buona in tutte le direzioni. Poli è con Meghi.
Hanno sentito sparare verso Alba e le chiede di salire in moto con lui fino al
bivio per Rodello. Meghi dovrebbe poi proseguire a piedi verso Diano, per
capire che cosa sta succedendo e poi ritornare per riferire.Poli l’aspetterà……………………………………………………………..
Viene il Dottor Joseph e mi
propone di andare fino alla casa bruciata. Vuol vedere i danni che ha avuto
Attilio. …………………………………………………Quando arriviamo ci sono intorno alla casa e al
fienile contadini e partigiani che non conosco. C’è una forte puzza di bruciato,
la cascina non è crollata, il tetto è praticamente intero, ma le stanze sono
semidistrutte dal fuoco e dalle munizioni esplose.
Ricordo di essere rimasto
nella casa meno di dieci minuti, quando iniziano dinuovo le raffiche di
Maschinengewehr.sono dinuovo i tedeschi. Non abbiamo sentito il rumore dei
camion.
Miaffaccio sul terrazzino e
individuo in alto, a tre o quattrocento metri, due postazioni di tedeschi sulla
strada che passa dal Brich del Mulino a vento, per proseguire ,quasi parallela
al rio Berria, vrso Pian dei Gatti. Quel percorso permette loro un’ampia
visuale della conca sotto la cascina bruciata. ………………………….C’è gente che corre
nei campi e i tedeschi sparano a tutti. ……………………………..salto direttamente sul
terreno, Joseph mi segue.Corriamo a perdifiato in un campo di meliga, credo, o
di grano, che ci copre. I colpi fioccano. Ci hanno individuati e ci stanno
centrando. …………………………………………………Procedo balzelloni, gettandomi e
strisciando,rialzandomi e correndo…………………………………………. Striscio e mi sposto di un
centinaio di metri……………………………………. Mi interro come posso e non mi muovo.
Continuano le raffiche, sempre più distanziate. Dopo una o forse due ore tutto
è silenzio. Aspetto ancora il buio. Solo allora esco dall ritano e arrivo alla
cascina Papa dai Noè.Disastro, sono tutti in lacrime. …………………………………………………………..
Con loro c’è Pinin .Sento le notizie, sono tragiche. LUCIANO NOÈ, , è morto.I tedeschi sono scesi nel bosco dove al mattino avevano visto rifugiarsi i partigiani e lo hanno circondato e rastrellato. JOSEPH GAVARINO, il mio medico, non è rientrato. Sonon morti tre PARTIGIANI: LUIGI DESTEFANIS, uno dei ragazzi di Gavarino GIUSEPPE GALLIZIA “GILERA”, È morto il tedesco HANS ENRICH( Hans Enrich”Stenry”), CHE IL GIORNO PRIMA MI AVEVA REGALATO IL SUO DISTINTIVO, L’aquila del Reich.
……………………………………..
https://youtu.be/Ox-GbpZQQyk Gavarino Attilio da noi
...ad
Attilio Gavarino andò bene quel 29 giugno '44 al Vignasso. Si nascose e quando i
nazisti rincorsero Hans, inciamparono nel suo corpo ma lui si finse morto. Gli
calpestarono un braccio e proseguirono per processare ed uccidere il Partigiano
Hans che aveva disertato dalle truppe naziste per unirsi al gruppo di Poli e
Moretto. Ci raccontò com'erano stati sorpresi dai nazifascisti che erano
ritornati quando venne a rifugiarsi da noi an Berria, dove c'erano già suo
padre e sua madre