Sindaco Ivo Biancotto alla Canova di Neive con "Meghi" e Sindaco Ballarello Gilberto
Mamma Elsa Michelino Papà Guido
IVO (terzo da sx) con amiche e amici neivesi
MAURO seduto,
da sx CARLA,SILVANA,DENIS, BIANCA,MARIANGELA,BEPPE,ROSSELLA,ITALO,OLGA
dietro EUGENIO E IVO "O CIT" con malocà pronta!
GIACHINO MARIO
COAZZOLO 21/03/1924
CONTADINO -
MARINAIO a POLA
Nome
di battaglia TITO
PARTIGIANO
Dal 15/02/1944 Al 07/06/1945
Ivo
Biancotto: Buongiorno Professore. Sono Ivo Biancotto. Mi ha dato il suo numero
il nostro comune amico Mauro Versio, che vuole le mandi un mio discorso per il
25 aprile.
Ivo Biancotto: Avevo tredici anni ed ero ospite di mio
zio Marien nome di battaglia Tito nella cascina di Rio Freddo. La sera si
guardava la TV ancora in bianconero. Ad un certo punto in una tribuna politica
comparve il faccione baffuto di Giorgio Almirante. Mio zio allora si alzò e
andò nella stalla. Mia zia Rosa scuotendo la testa commento' : " Quando
vede quella brutta faccia lì, si ricorda di avere lavoro nella stalla".
Seguii lo zio nella stalla e gli chiesi perché. Mi rispose solo "Ha fatto
del male a dei miei amici". Ero un ragazzino tredicenne, avevo appena
finito di leggere i ventitré giorni della città di Alba ed ero intriso ancora
dell'epopea fenogliana. Guardai il viso scarno dello zio e gli domandai: "
Ma zio perché dopo la guerra non li avete uccisi tutti?". Mio zio non
rispose e salì le scale per andare a dormire. La mattina dopo si faceva
colazione insieme, le grosse tazze di latte con i wamar sulla linda tovaglia a
scacchi rossi e bianchi. Mio zio mi guardò a lungo e poi si decise a darmi finalmente
la risposta della sera prima.
" Sai, era quello che avrebbero fatto loro ...
".
La peggiore cosa che può farti il nemico è farti
diventare come lui.
Buon 25
Aprile
Giachino Mario Partigiano"TITO"
GIACINO MARIO ad Alba liberata
GIOVANNI NEGRO Partigiano Jean DELLA Val Varaita
lo ricordò
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