venerdì 8 dicembre 2023

COGNO GIUSEPPINA SINIO D'ALBA 1925

 


COGNO GIUSEPPINA SINIO D'ALBA 1925 





Mio padre era del 1880 e si chiamava Cogno Amerigo, aveva tre fratelli Michele che andò in America e sposò un’americana in California, non ebbe famiglia e morì là, Celestino era il padre di Giovanni e si sposò a Castiglione Falletto. Anche mio padre andò in America ma tornò e sposò mia mamma, si sistemò alla cascina “Cavallo rosso” dove sono nata anch’io e dove abita ancora mio nipote.  

  





COGNO GIUSEPPINA E LUIGI SAPPA


https://youtu.be/6uWK83Cie14    MIO COGNATO MORENGO NATALINO


https://youtu.be/EENKiIkp9ws       I giovani Caduti nella Campagna di Russia      

      

"Un mio cognato del 1919 non tornò dalla Russia. Mio marito, Sappa Luigi era del 1922 e riuscì a tornare. Ho avuto due cugini, Coccio Eligio(1918) e Morengo Natale (Talin del 1913) e mio fratello Cogno Francesco(1919) che furono inviati nella campagna di Russia, risultarono dispersi e non si ebbero più notizie.

                                      SAPPA LUIGI 

Io conobbi Luigi, mio marito che ero molto giovane (giovo èd pianta). Ci conoscemmo in Chiesa e ci piacemmo ” Soma piasisse”, io abitavo nella cascina “Cavallo ” e lui qui in frazione "Sappe". Mio fratello era nell’Artiglieria Alpina e partì dalla Caserma di Mondovì. Fu “disperso” e non si ebbero più notizie. Luigi, mio marito era negli Alpini ed era a Boves.

Mio cugino  fu dichiarato “Caduto” il ventidue Gennaio 1943 e mandarono in Comune la piastrina e i documenti di riconoscimento.



La storia di mio cugino “Talin” fu proprio tragica. Lui era già sposato con mia cugina, quando fu inviato in Russia lei era incinta “a spétava”, allorchè partorì lo comunicò al marito che ottenne una licenza di un mese . Allo scadere della Licenza il suocero, mio zio, gli disse: < non ritornare in Russia, chi vuoi che ti cerchi? ormai sta finendo la guerra!> Lui non se la sentì di disertare e tornò in Russia portando dei viveri al cognato Eligio. Non tornarono a casa né uno né l’altro. Anche il figlio di Talin che non conobbe suo padre, morì a due anni per il “mar dèr grip”(Difterite).


MORENGO NATALINO di LORENZO

SINIO (CN/I) il 23/12/1913

 Contadino FFAA Regie

DIV ALPINA CUNEENSE 1^ RGT

SOLDATO URSS il 28/01/1943

 

MORENGO GIUSEPPE DI STEFANO

SINIO (CN/I) il 19/02/1921

Contadino

FFAA Regie DIV ALPINA CUNEENSE 1^ RGT

SOLDATO URSS il 31/01/1943

 

 COGNO FRANCESCO DI MAURIZIO

SINIO (CN/I) il 16/12/1919

Contadino

FFAA Regie DIV ALPINA CUNEENSE 4^ RGT ARTIGLIERIA

SOLDATO

Luogo di morte: AK BULAK (URSS) il 30/03/1943

 

DESTEFANIS ELMO DI GIUSEPPE

SINIO (CN/I) il 11/01/1920

Contadino FFAA Regie

DIV ALPINA CUNEENSE 1^ RGT

SOLDATO URSS il 31/01/1943

RICORDI DELLA GUERRA

I partigiani avevano il comando nella casa del pilone votivo e la sorella di mio marito, era più grande e si innamorò di un partigiano. Tuttavia non lo sposò, ascoltò il fratello e la mamma che non avevano piacere “parlasse ad un partigiano.” Un’altra triste storia fu quella dell’uccisione delle due ragazze tedesche che abitavano in un “ciabot” sotto il paese di Sinio. I partigiani sapendo che erano Tedesche, le prelevarono e dopo un interrogatorio sommario le fucilarono sul posto.

I tedeschi invece erano appostati al”Bric dèr Gall” e una volta uccisero un povero vecchietto che era venuto a fare spesa in paese. Era anziano e camminava “tut gheub!”(ingobbito), i Tedeschi credendo si nascondesse, gli spararono e lo uccisero.

In periodo di guerra, io avevo 15 anni e si seppe che avrebbero bombardato. Ricordo che oscurammo tutte le finestre e spegnemmo tutte le lampade, ci intimarono di fare silenzio e di pregare, sentimmo bombardare prima su Alba e poi anche mitragliare vicino ma ce la cavammo con una grande paura.

Mio fratello a diciassette anni fu mandato da mio padre a caricare del fieno con un carro trainato da un bue, uscendo dal cortile dove abitava mia sorella più grande , il bue fece crollare un pilastro di pietre che fece cadere mio fratello, rimase “sèc an sèr corp!”(Morto).

 






Masca Cinta: quando eravamo giovani, sia io che mia sorella, si andava alla Messa alla Chiesa di Sant’Antonio, una sera , si era nell’imbrunire, quando fummo poco prima della Chiesa, da un cespuglio di canne, saltarono fuori due donne di cui non si vedeva il viso. Ci comparvero davanti e ci chiesero: < dove andate?> noi spaventate >andiamo alla Chiesa> e queste insieme<andate andate> e scomparvero. Si sapeva che c’era “Cinta” che lavorava di masche e aveva la “scopa” e non potendo passarla a nessuno tribolò tanto a morire!

Ra Masca Bolina: Luigi veniva a “vié” e una sera tornando a casa, quando fu nei prati sotto la frazione Sappe, improvvisamente gli apparvero due “crin”(maiali) che gli dissero:<marcia!>(cammina). Lui, pur spaventato rispose<vado vado> ,quando poi si voltò non li vide più. Questa era la “Bolina” che abitava a Sant’Eufemia. 

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