mercoledì 21 febbraio 2024

BUSCA AGOSTINO LEQUIO BERRIA 1920

 


BUSCA AGOSTINO DI GIUSEPPE DI LUIGI 

16 DICEMBRE 1920 LEQUIO BERRIA

CONTADINO  SOLDATO FFAA REGIE DIVISIONE ALPINA CUNEENSE

4°RGT ARTIGLIERIA VAL PO Compagnia 52^

DATA DECESSO 7 FEBBRAIO 1943

SEPOLTO A TAMBOV










Piasco 15 7 42

Cari genitori vengo con poche parole per farvi sapere mie notizie. Io sto bene come spero in voi tutti. Il viaggio l’ho fatto benissimo e dicono che hanno sospeso la partenza, spero sarà vero e così vengo ancora una volta a casa per poco o tanto non so. Sono passato a vedere se c’era il vestito ma non c’era il sarto era andato a Torino, e così bisogna che venga ancora una volta a prendere la misura.

Tanti saluti da chi sempre vi ricorda. Agostino

GRUPPO ARTIGLIERIA ALPINA VAL Po 52° BATTERIA

Guerra 1940-43 DIV CUNEENSE 4^ Artiglieria

1940 - Il 10 giugno, la Divisione risulta schierata nel sottosettore Maira. Partecipa al conflitto italo-francese occupando dal 22 giugno il vallone de Chabriere e il vallone de Mary. Nella seconda decade del mese di dicembre, la Divisione viene trasferita in Albania e avviata al fronte, tra il 15 e il 17 dicembre, con unità parziali divise tra Val Devoli, Cukae Groshiles.

 

1941 - a metà febbraio difende le posizioni di Bregu i Malli. Il 18 marzo, la Divisione viene trasferita nella zona di Berati e a fine mese al confine albano-jugoslavo a Labinotie. Il 10 aprile valica il confine iugoslavo verso la conca di Debar. Cessate le operazioni la Cuneense si trasferisce prima nella zona di Elbasan e poi a Durazzo. Il 5 maggio inizia le operazioni di imbarco per l'Italia.

 

1942 - Trasferita sul fronte russo, in luglio raggiunge la zona di Izium e Uspenskaia, zona di affluenza del Corpo d'Armata alpino. Di riserva nella 8a armata nella zona del Don si disloca a Millerowo. Dal 24 dicembre al 14 gennaio subisce attacchi di forze russe a nord di Nova Kalitva.

 

1943 - Dal 14 gennaio, a seguito della rottura del fronte in altro settore, arretra nella zona di Ternowka e poi verso Rossoch, Nikitovka. La ritirata avviene a continuo contatto e combattimento con forze russe. Il 26 gennaio presso Valujki la divisione rompe il cerchio dello sbarramento russo. I resti della Divisione si raccolgono a Bolsche Troizkoje 


Russia 16 10 42

Carissima sorella oggi ho ricevuta la tua lettera e mi ha fatto molto piacere sapere che state tutti bene come ringraziando Iddio posso dirvi di me. Ho ricevuto le quattro lame e grazie anche se non ne avevo ancora bisogno perché ne avevo portate tante e ne ho perse e qui non se ne trovano, e così le ammucchio un po’ perché so che tante insieme non le potete mandare. Francobolli ne ho ancora ma inviatemi della carta per scrivere. Inviatemi anche tre o quattro sigarette, io non fumo ma le uso per scambiarle con qualcosa da mangiare e così sto meglio. Per ora non posso lamentarmi sto bene come quando ero in Italia e il pericolo è poco. Finché va così non si può dir niente, se ho la fortuna che non crepa il mulo va anche meglio per me. Per adesso li teniamo in una casa ma stiamo preparando il posto sotto terra per i muli e per noi perché hanno paura che muoiano tutti quest’inverno. Non state a pensar male perché il lavoro è poco e da mangiare abbiamo sempre la razione che ci davano in Italia, stiamo tutto il giorno coricati e si sta bene ugualmente. Speriamo che presto finisca così da poter ritornare tutti (della ditta) del gruppo che siamo qui in Russia. Ci vediamo tutti i giorni e così il tempo passa di più e si sta sempre allegri e poi si vedrà come sarà. Tanti saluti a tutta la famiglia da chi sempre vi ricorda, tuo fratello Agostino.

Paolo e Marrone che sono qui con me mi dicono di dirvi che vorrebbero congedarsi per venire a lavorare con voi! Ciao ciao a presto

Russia 24 10 42

Carissima sorella oggi ho ricevuto la tua lettera………………………………..grazie delle lamette che ho ricevuto. Anche se ne avevo ancora non le getto via perché possono sempre servirmi. Mi hai detto se mi ricordo di quello che si diceva quando ero a casa, ma ormai li ho intestati al mio babbo e non te li posso mandare, ma se li ricevi fai che non vadano persi, prendili ugualmente, perché io non ne faccio niente, ci sono già seicento lire in giro e alla fine del mese ne spedisco nuovamente e ne fai cosa vuoi. Se puoi mandami una maglia perché ne ho quattro ma tre le ho addosso poiché qui il freddo non è solo come in Italia e con 35°40° sottozero si sta molto allegri. Presto si va sotto terra, a molta terra! E così si sta tutti meglio. Qui ci sono solo case coperte di paglia.

Mi hai detto di prendere una foto insieme a Bersano ma ci manca la macchina e il rullino. Dovresti vederlo Bersano, non lo riconosceresti più: ha un pizzo nero e lungo quattro dita. Anche i miei baffi sono lunghi e li arrotolo già. Se non me li fanno tagliare li porto in Italia. Grazie per la foto che mi hai mandata. Fai i saluti a  quelli che sono in licenza, spero un giorno di poter venire anch’io, ma prima del quarantaquattro! Tanti saluti a te e a tutta la famiglia. Tuo fratello Agostino

Fai i saluti a Maria. Le ho già scritto due volte, ma non mi ha mai risposto.

Russia 18 11 42

Carissima Sorella dopo un po’ di tempo ho ricevuto vostre notizie poiché è successo che la posta impiega un mese ad arrivare………………………………..Mi hai chiesto della neve, ebbene sì è già nevicato due volte ma ce ne saranno due dita, il problema è che fa un gran freddo e vi è gran “tormenta”, per questo portiamo già il pastran e il passamontagna tutto il giorno.  La notte ci copriamo con 6 coperte e si dorme all’asciutto. Da mangiare ne danno ancora abbastanza e speriamo di passare l’inverno bene se Dio vuole. Non mi avete detto se prendete ancora il sussidio, dovete sapere che per noi che siamo in Russia il sussidio ci aspetta e in più devono darci otto lire al giorno. A noi soldati ci devono dare diciotto Lire al giorno ma voi potete prenderne solo dieci, gli altri otto rimangono fermi in Posta, potete firmare e ritirare gli altri dieci. Gli altri li ritireremo poi noi se si torna indietro, ma hanno detto che non vanno persi e danno anche gli arretrati.

Mi hai chiesto degli altri artiglieri se sono con me, ci sono Ettore e Camillo, però non li ho ancora visti. Gli altri sono tutti all’ottimo(stanno tutti bene), qualcuno lo vedo tutti i giorni, c’è anche Mario di Borgomale che è con Battista. Tanti saluti da chi sempre vi ricorda Agostino.

Contraccambia i saluti a Maria. Ciao ciao, arrivederci a presto.

Russia 01 12 1942

Carissima sorella vengo in riscontro delle tue lettere che oggi ho ricevuto e che mi hanno fatto molto piacere che state tutti bene come posso farvi presente di me ringraziando Il Signore. Mi avete detto che avete ricevuto i soldi ma non so se li avete ricevuti tutti, perché in giro ci sono mille e trecento lire. Ma se sono venuti gli altri arriveranno anche questi. Mi ha fatto effetto saper che hanno lasciato scendere le bombe vicino a casa! Fammi sapere se se sono scoppiate, spero le abbiano lasciate cadere per sbaglio, magari hanno visto qualche luce e così le hanno scaricate, spero non abbiano fatto tanti danni. Io per ora non ho bisogno di niente e non state a pensare male di me, che io sono ancora al sicuro, lavoro tutto il giorno a portare a casa grano per i muli e un po’ lo mangio anch’io. Si macina e poi si mette sulla stufa, così di fame non ne faccio. Tanti saluti a tutta la famiglia da chi sempre ti ricorda. Tuo fratello Agostino. A risentirci presto. 

 IL Lager degli Italiani nel Paese dei Lupi – 1943 – 60 anni dopo. Inverno 2003 Rada. Casella postale 188, Unione Sovietica -. L'aria è gelida. Il sole splende, ma non scalda. La neve arriva in certi punti quasi alle ginocchia. Aleksandra Stepanova Krushatina avanza senza indugio in questa foresta fittissima di querce e di pini. Malgrado i suoi 79 anni, il passo è sicuro, grazie anche ai “valienki” neri, tipici stivaloni russi di feltro, che ha ai piedi. <>, ci indica rossa in volto per il gelo, dopo cinque minuti di passeggiata, un fossato pieno di neve, dove sono ancora visibili dei pali piantati nel terreno. Qui, a sei chilometri dal lager, si fermava per la notte una delle tante squadre che tagliavano le querce, il cui legno serviva all'Armata rossa per costruire ponti o veniva utilizzato nelle miniere del bacino carbonifero del Donbass in Ucraina orientale. Sessanta anni fa avveniva in Russia il più grande disastro della storia militare italiana e la maggiore ecatombe di nostri soldati di tutti i tempi. In tre fasi, tra il novembre '42 ed il gennaio '43, l'esercito sovietico circondò e mise fuori combattimento le truppe dell'Asse a Stalingrado e sul Don. Solo parte del Corpo d'armata alpino riuscì a ripiegare, rompendo l'accerchiamento a Nikolajewka il 26 gennaio '43. L'avventura dell'Armir finiva lì, col successivo rimpatrio in primavera: secondo dati sovietici, in quei terribili mesi, morirono combattendo o di stenti circa 25mila soldati italiani, mentre approssimativamente 70mila furono fatti prigionieri.

 

giovedì 15 febbraio 2024

BORDINO ANTONIO 1911 BORDINO FIORENTINO 1919

          MAMMA   FIORENTINO-ANTONIO e Papà DOMENICO






BORDINO ANTONIO di CATTERINA GILI E DOMENICO CASTELLINALDO 29 10 1911

 II RGT ALPINO

BATTAGLIONE DRONERO

COMPAGNIA 105^ Armi Accompagnamento     POSTA MILITARE 203

 DIV. ALPINA CUNEENSE 2° RGT ALPINI

URSS 31 01 1943 

Sposo di COSCIA ANGELA E PADRE DI ROBERTO.

Il 23 febbraio 1942 lo stato maggiore del regio esercito comunicò che la “Cuneense” era destinata in Russia e doveva essere preparata per il 1° maggio .

Il battaglione Dronero ricevette la 105^ Compagnia "armi d'accompagnamento" ( 4 mortai da 81 e 4 cannoni controcarro 47/32)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ai primi di luglio Antonio risponde alla lettera della moglie Angela che chiede come mai vede molti militari che vengono in licenza e non vede il marito: < ….. a noi non danno licenze perché abbiamo un “comando “ che è molto “triste”(intende rigido) e perché dicono che siamo alla vigilia della partenza e ci dicono che prima dei quindici ci mandano tutti in permesso e così spero di venire anch’io!...>

Si rammarica di non poter avere vicino il suo caro bimbo Roberto che gli invia cari“ scarabocchi” e la sua cara Angela e rivela che la vita di Caserma lo intristisce anche perché alle 21.00 bisogna già essere a letto. Ringrazia per avergli inviato le loro foto che guarda sovente e si tiene sul cuore! Rivela grande forza d’animo e invita Angela a farsi forza e a pregare per superare “questi brutti momenti”.

 

 

 

 

Il giovedì 23 luglio, da Dronero scrive alla moglie Angela ed annuncia della partenza che avverrà il lunedì o il martedì

 

e il 31 luglio 1942 partì in ferrovia per la Russia dove giunse a Stalino.

Comandante del battaglione: magg. Agostino Guaraldi

Comando: cap. Gino Beraudi

Compagnia Comando : ten. Roberto Missiroli

17^ Compagnia : cap. Ferdinando Chiaramello

18^ Compagnia : cap. Umberto Gorresio

19^ Compagnia : ten. Giuseppe Briganti

105^ Compagnia Armi Accompagnamento: cap. Luca Ribero

Cappellano: don Stefano Oberto.

Mentre stava marciando verso il Caucaso arrivò l’ordine di trasferimento sul fronte del Don che raggiunse il 26 settembre.  



 Il quattro agosto  scrive una cartolina      “….sono otto giorni che ti ho vista ma sembra un anno, spero che quando sarò arrivato riceverò un tuo scritto poiché solo le tue parole possono confortarmi…..    e invita la moglie a “non stare in pensiero perché abbiamo sempre camminato in treno giorno e notte ma non si sa dove si va a finire. Speriamo in bene!

 

 



Il 12 Agosto 1942

Carissima Angela sono un po’ di giorni che non potevo più scrivere, oggi spero che la posta la prendano e la spediranno. Speravo di inviare per Domenica ma invece ci siamo fermati tre giorni e così anche la posta non ha viaggiato. Ci hanno fermati in una stazione russa dove non ci si poteva neppure lavare. Abbiamo tutti delle facce e siamo sporchi come macchinisti! Speriamo che quando saremo al posto di poterci almeno pulire! Per ora non si puo’ dir tanto male ma si capisce che tanto bene non si sta. Son tre giorni che si mangiano solo gallette. Dicono che giunti al posto ci daranno 7 etti di pane, speriamo che sia buono!.......................

 

 

 


 

 

 

Nella lettera del 9 Settembre 1942 Antonio scrive che è al Fronte russo, ma in realtà marceranno fino al 26 Settembre! Infatti in uno stralcio scrive di essere a 500 chilometri dal Fronte

 

  

 


 

<…..PER ORA NON SIAMO ANCORA A POSTO, SIAMO SEMPRE ANCORA IN MARCIA E SIAMO Già STUFI DELLA Russia. Non si trova nulla da mangiare, si cammina dalla mattina alla sera e non si trova nemmeno acqua, e quando si trova è molto cattiva. Qua è tutta pianura e dal giorno che abbiamo lasciato la germania non abbiamo più visto montagne. Quando si trova gente borghese, non ci si può far capire per nulla.e si mangia solo quello che ci danno e certe volte salta anche quello.Per quanto riguarda il clima si sta ancora bene e fa un po’ freddo alla notte ma si resiste…….>

 



 

 

 In questa lettera scrive a mamma e papà e dice di essere ancora in viaggio e che spera occorra ancora molto tempo prima di arrivare nel “pericolo". Si dice contento di saperli tutti riuniti perché così si fanno coraggio e quasi si scusa per la “partenza” e dice loro di avere pazienza.”ma speriamo in Dio che ci voglia finir presto questa guerra, così potremo dinuovo riunirci” Ringrazia per quanto stanno facendo per la sua famiglia e dice che ricambierà del loro buon cuore.>

 

 

 

                  


                    

 

 

Nella lettera del 18 settembre ‘42, Antonio dice di essere fermi da cinque giorni e di attendere “ IL MOMENTO BUONO PER ANDARE AL FRONTE!” e si lamenta di avere la maglia di lana “piena di bestioline(pidocchi) ” Dice che pur essendo a 40 km dal fronte non si sta male. Purtroppo danno poco da mangiare e comincia a far freddo. Si consola pensando ad Angela e Roberto.

La speranza di rivedere la sua cara moglie e il figlioletto è tanta e prega Dio che li protegga tutti .

 


Il “Dronero” venne schierato assieme ai reparti della “Cuneense” tra il villaggio Nowo Karabut a nord e Nowo Kalitwa a sud con uno sviluppo del fronte di circa 30 chilometri.

Vennero realizzate opere difensive quali campi minati, fossi anticarro, osservatori, ricoveri interrati e postazioni

.



Nella Cartolina postale del 22 ottobre afferma di star bene di salute e di cominciare a sentire freddo. Tuttavia per non preoccupare dice “…ma si resiste!”. Nella postilla dopo i saluti chiede alla moglie che gli invii nel pacco” forbici e polvere contro i pidocchi”.


Il 30 ottobre scrive una lettera dove svela tristezza per la lontananza dai suoi cari e anche la difficoltà di trascorrere giorni pesanti persino senza il conforto di una Messa per i “Santi”. Si immalinconisce ancor di più a vedere dei commilitoni che partono per rientrare in famiglia. Accenna alla richiesta effettuata anche al Segretario politico, per ottenere il congedo, visto che era il più grande di tre fratelli tutti sotto le armi!

 Lui e i suoi compagni per sapere che giorno è devono guardare sul calendario!. Si scusa per essere insistente nella richiesta del materiale del pacco ma afferma di avere molto freddo. Un ulteriore motivo di tristezza è l’aver compiuto 31 anni senza aver avuto la sua cara Angela che gli cuocesse almeno le uova!

 

La permanenza in linea sino al 10 dicembre fu caratterizzata da un periodo nel quale non si verificarono operazioni di rilievo.


 


Il 24 Dicembre scrive ed esprime dolore per non aver risolto la paratica del suo ritorno e dover trascorrere Natale così lontano dai suoi cari.

 


La lettera del 31 Dicembre è uno scritto preoccupato poiché è da un mese che non riceve notizie dalla moglie. Dice di essere a riposo dai servizi (di Pattuglia) e si augura di poter tornare per continuare insieme alla sua famiglia il prossimo anno.

 

 


 La lettera del 5 gennaio 1943 inizia esprimendo la gioia nell’aver ricevuto la lettera di Angela che lo rende felice nel comunicargli che sia Roberto che lei sono in buona salute. Nel riferire della sua situazione si sforza di essere leggero e di sorridere circa il sogno riferito dalla moglie. Lo aveva sognato ferito ad una gamba e quindi con la possibilità di venir via dal fronte di guerra.

Scrive ” ….certo sarebbe una fortuna poter scappare di qui, ma spero non succeda di essere ferito! Ma come finora, non posso lamentarmi, si capisce che tranquilli non si sta, siamo in linea, e qui giorno e notte si spara e molto sovente vi sono gli aerei che ci fanno la “serenata”

 


 

Il sette gennaio 1943  Antonio scrisse l’ultima cartolina, fu indirizzata al caro figlio Roberto:

Carissimo figlio, con un pensiero più caro e mille bacini ho il desiderio di farti avere questa cartolina in riscontro ai tuoi “scarabocchi" che tanto mi son cari. Spero di trovarti sempre più buono ed ubbidiente alla tua cara mammina, così al mio ritorno ti sarà più bella la bici!

Cara Angela, io bene come spero di te e di Roberto e tutta la famiglia. Baciandovi caramente vi stringo fra le mie braccia. Tuo Antonio che ti ama tanto.





L’ 11 dicembre iniziò l’offensiva russa  sul fronte del II° corpo d’armata italiano schierato sulla destra del corpo d’armata alpino.

Fu questo il primo atto di una grande offensiva che via via si estenderà a tutto il fronte sino al 17 gennaio 1943 quando i reparti del corpo d’armata alpino ricevettero l’ordine di ripiegamento.

Il “Dronero” fu inserito con altri reparti  nella colonna “sud” comandata dal gen. Battisti che seguì l’itinerario Lotschia,Topilo,Solonzj,Annowka,Ciapajewa,Popowka che raggiunse il 19 gennaio.

Poiché i russi avevano occupato Rossosch non fu più attuabile l’ordine del comando di corpo d’armata di raggiungere Rowenki,Nowo Alexandrowka, venne deciso di puntare su Valujki lungo l’itinerario Popowka,Kuleschowka,Seljakino. Il 20 partecipò alla sanguinosa battaglia di Nowo Postolajovka dove fu in protezione dei battaglioni “Borgo san Dalmazzo” e “Saluzzo”. Attaccato da tergo riuscì ad arrestare il nemico e a catturare prigionieri ma una massiccia controffensiva  lo costrinse a ripiegare. A sera si concluse la battaglia e i reparti non poterono proseguire oltre lo sbarramento sovietico. Venne deciso lo sganciamento e col favore della notte di passare a nord di Nowo Postolajovka.

Il “Dronero” ancora efficiente passò in avanguardia e il 21 dopo una marcia lunga e faticosa raggiunse Nowo Kharkowka. Nel mattino del 22 raggiunse Limarewka e dopo breve sosta ripartì per Nowo Dimitrowka che risultò occupato da forze russe. L’azione d’attacco venne attuata dal “Dronero” che nonostante notevoli perdite riuscì nell’intento, i russi abbandonarono il paese. A sera il maggiore Agostino Guaraldi comandante del “Dronero” asunse  il comando interinale del 2° reggimento alpini. Il 23 si giunse a Kowalew da dove a sera si ripartì lungo la dorsale della riva sinistra del fiume Iwany, proseguendo verso Rybalzin che raggiunse nella prima mattina del 24. All’alba del 25 gennaio la colonna si rimise in cammino, scendendo dal pendio della Valle Kalitva, il “Dronero” arrivò nei pressi di Shukowo dove venne fatto segno ad un nutrito fuoco di cannoni,mortai , mitragliatrici e fucileria. Schierate le compagnie iniziò la battaglia. Dopo circa un’ora arrivarono anche i resti del “Mondovì” e un reparto di  formazione di Alpini e di Artiglieri. SI attaccò con bombe a mano e baionette i russi, che, sorpresi  dall’assalto abbandonarono il villaggio lasciando morti e materiali. Verso la sera del 26 dal villaggio di Voronowka partì un nutrito fuoco di mortai, la colonna aggirò l’abitato ma venne attaccata da squadroni di cosacchi che cercarono di circondarla. Il “Dronero” contrattaccò e costrinse la cavalleria a ripiegare. 

Poco prima dell’alba del 27 il battaglione, indirizzato da un ufficiale tedesco anziché proseguire verso ovest piegò a nord e raggiunge Mandrowka. Gli alpini e numerosi sbandati vennero catturati nel sonno da partigiani, coloro che resistettero furono uccisi. Al comandante Guaraldi ferito verrà conferita la medaglia d’argento e la promozione al grado superiore, e come si saprà in seguito morirà di stenti sul treno che lo trasportava prigioniero. Di quanti furono catturati pochissimi scamperanno alla lunga prigionia, nella quasi totalità periranno nelle marce di trasferimento e nei campi di concentramento.

Si ricorda fra tutti il Cappellano don Stefano Oberto di LA MORRA, che stremato dalla fatica e dai disagi morì a Oranki il 5 aprile 1943 e alla cui memoria venne conferita la medaglia d’oro al valor militare:



MOTIVAZIONE DECORAZIONE

“Cappellano del battaglione alpini “Dronero”, magnifica figura di asceta e patriota, sul fronte greco-albanese si prodigò con mirabile abnegazione e sprezzo del pericolo nella sua instancabile alta missione di assistenza morale. Rinunciando all’esonero, volle seguire i suoi alpini sul fronte russo dividendo con loro pericoli e sacrifici. Durante l’estenuante ripiegamento dal Don, benché stremato dalle durissime fatiche, diede luminose prove delle sue elevatissime virtù militari e cristiane, portandosi sempre dove maggiore era il rischio, pur di assolvere al suo compito di conforto agli alpini feriti e congelati. In fase critica, seppe far rifulgere il suo spirito eroico, mettendosi di iniziativa alla testa dei resti di un plotone rimasto senza comandante e lanciandosi decisamente al contrattacco di preponderanti forze nemiche. Caduto prigioniero dopo strenua lotta, quando il battaglione esaurì ogni possibilità di resistenza, continuò nella sua opera benefica durante le tragiche marce verso l’interno e, fra l’abbandono generale, valendosi del suo ascendente che aveva sugli alpini, li invitò ad austera rassegnazione, ne lenì le sofferenze trasformandosi in medico ed infermiere, ne condivise la dura sorte con stoica fermezza. Morì, stremato dalla fatica e dai disagi, nel campo di prigionia n.74 di Oranki il 5 aprile 1943. sacerdote esemplare e saldo combattente ha voluto, col sacrificio, concorrere a tenere in grande onore, in terra straniera, lo spirito eroico del soldato d’Italia”





 LA MOGLIE ANGELA  al termine della guerra  non vedendo tornare il caro marito e papà, richiese più volte  Notizie alla Croce Rossa, ma ottenne sempre risposte evasive ed inviti ad attendere, finchè le speranze

si annullarono. Per lei e Roberto non rimase che conservare  tutte le lettere ed i ricordi del caro papà e marito nel loro cuore. L’incarico di Custode della Memoria è passato da Roberto alla moglie Carla e a noi della Banca della Memoria che ne siamo venuti a conoscenza. Onore e Memoria per Antonio, Angela e Roberto, alla sua mamma Catterina e al Papà Domenico

 


 

 

 

 

 

 BORDINO FIORENTINO DI DOMENICO CASTELLINALDO 30 11 1919

CONTADINO

FF AA REGIE SOLDATO

DIV. ALPINA CUNEENSE IV RGT ARTIGLIERIA

URSS 31 01 1943

IV RGT ARTIGLIERIA

1942 - Trasferita sul fronte russo, in luglio raggiunse la zona di Izium e Uspenskaia, zona di affluenza del Corpo d'Armata alpino. Di riserva nella 8a armata nella zona del Don si dislocò a Millerowo. Dal 24 dicembre al 14 gennaio subì attacchi di forze russe a nord di Nova Kalitva.

 

1943 - Dal 14 gennaio, a seguito della rottura del fronte in altro settore, arretrò nella zona di Ternowka e poi verso Rossosch, Nikitovka. La ritirata avvenne a continuo contatto e combattimento con forze russe. Il 26 gennaio presso Valujki la divisione ruppe il cerchio dello sbarramento russo. 

21 GENNAIO 1943

La Divisione Tridentina combattè a Seljakino. 

Ore 18.45: tramite radio tedesca (le apparecchiature radio italiane erano state distrutte a Opyt), il Comando di Corpo d’Armata alpino ricevette un radiogramma da parte del Comando dell’8ª Armata: il punto di sbocco è Nikitovka, non più Valuiki, occupata fin dal giorno 19 gennaio da ingenti forze sovietiche. Il Comando di Corpo d’Armata alpino non riuscì però a ripristinare i collegamenti con le Divisioni Julia, Cuneense e Vicenza, che proseguirono verso Valuiki, come concordato in precedenza.


Alla data del 11 febbraio 1943, nel punto di raccolta superstiti usciti dalla sacca, l'ufficiale incaricato, Capitano Alberto Penzo, trasmetteva al Comando del Corpo d'Armata Alpino i dati riguardanti i superstiti della Divisione Alpina Cuneense. Dati che erano ancora provvisori in quanto continuava l'afflusso degli Alpini.

Il 1° Reggimento Alpini, in ripiegamento con 5282 uomini, contava 722 superstiti. Di questo Reggimento NESSUN sopravissuto dei Battaglioni Ceva, Pieve di Teco, Mondovì

Il 2° Reggimento Alpini, in ripiegamento con 5229 uomini, contava 208 superstiti. Di questo Reggimento NESSUN sopravissuto dei Battaglioni Borgo San Dalmazzo e Saluzzo.

Il 4° Reggimento Artiglieria, in ripiegamento con 3616 uomini, contava 379 superstiti. Di questo Reggimento NESSUN sopravissuto del Gruppo Mondovì

Il IV Battaglione Genio, in ripiegamento con 1240 uomini, contava 139 superstiti.

Reparto Servizi, in ripiegamento con 1313 uomini, contava 159 superstiti.

Anche il fratello Fiorentino, alla data del 31 Gennaio 1943 non rientrò a Scebekino  

mercoledì 14 febbraio 2024

MARENDA MOSSIO MARGHERITA ARGUELLO 1927

 




MARENDA MOSSIO MARGHERITA

ARGUELLO 1927 DI Felicina Francone e Filippo 

https://youtu.be/q69d_ywph_Y     

                  Mamma Felicina Francone        papà Filippo

MIO PADRE FILIPPO            

Filippo Marenda, mio padre, morì venti giorni prima che io nascessi e così non lo conobbi né seppi molto di lui. Sono cresciuta con i miei fratelli Gepinin 1914, Maggiorino 1922 che morì in guerra e Concessina che sposò Anselmo Secco. Il papà morì di “Cirrosi”, anche perché pare che la zia di mia madre, “Mariana”, che veniva ai Giamesi per aiutarlo quando si ruppe una gamba, gli proponeva spesso e volentieri del vino che gli procurò la malattia al fegato .

MAGNA MARIANA FRANCONE

Zia Marianna era un personaggio “pittoresco”, viveva all’ultimo piano nella casa di Cesarin , che fu Sindaco di Arguello.

Viveva in una camera dove faceva cucina e camera da letto e di fianco aveva una camera dove teneva la legna e le galline. Mariana che viveva da sola, la notte andava a parlare con le galline e le chiamava per nome: Colombina, Bianchina, Nerina e …..

Io quando andavo a scuola ad Arguello e pioveva o nevicava, mi fermavo anche a dormire da zia Mariana e la ricordo strana ma buona e dolce!

LA SCUOLA DI SAN FRONTINIANO

Per andare a scuola si scendeva attraverso la “sternija””selciato” e di fianco alla Chiesa dopo il gelso vi erano gli scalini d’accesso alla scuola. Vi era un’aula sola e dietro tre “stanssiette” camerette per le maestre. Sotto queste camere c’era la Boschera(legnaia), una stalla e il “gabinetto”. La costruzione della scuola era staccata dalla Chiesa e vi era il passaggio per accedere alla legnaia e alla stalla.

                Scuola di San Frontiniano Arguello
Rita il giorno della Prima Comunione


 
 
https://youtu.be/J63Mzm42PwA                              

LAVORI IN CAMPAGNA

Prima della scuola si portavano le pecore al pascolo, poi le lasciavo a Marina e Valentina che erano più grandi e avevano terminato le scuole, io raggiungevo l’aula scolastica. Al pomeriggio al pascolo mi portavo sempre il libro per studiare.

Finite le scuole, rimasi ai Giamesi  finchè non mi sposai. Portavo le pecore al pascolo oppure “andava dvan ai beu”(andavo davanti ai buoi). Il lavoro per noi bambine e bambini non mancava, poiché oltre ad accudire le “fè” pecore, si andava  a raccogliere fave ed ortaggi per preparare la minestra. Anche il lavoro davanti ai buoi era di mia competenza e l’ho sempre svolto. Poi mi sposai con un “campagnao” Ennio Mossio,  e così continuai, e lavorare nei campi e nelle vigne con piacere.






RICORDO DEGLI ANZIANI DI ARGUELLO

Quando andavo a scuola e nevicava, mi fermavo tutta la settimana “dar Barba Cit”, zio Angelo e da magna Cesarina mamma di Ettore ed Elio e ricordo che cullavo Ettore che era piccolo. Zio “barba Cit” era sempre allegro e mi voleva proprio bene.


Da zia Fiorina e Cesarin andavo meno volentieri perché vi erano Rosa e Anna le loro figlie che mi toccavano i quaderni, e a me dispiaceva.

Una volta d’inverno, col maltempo, erano già parecchi giorni che ero dagli zii e mi sopravvenne malinconia di casa, così senza dire nulla anziché andare dal Barba Cit, all’uscita della scuola, presi la strada e andai ai Giamesi, lo zio non vedendomi venne a cercarmi! 

martedì 13 febbraio 2024

PEDROTTO MICHELE MODESTO NEVIGLIE 13 APRILE 1922

 



ONORIAMO LA MEMORIA DI

PEDROTTO MICHELE DI REVELLO GIUSEPPINA E DI PAOLO. 

FRATELLO DI LILIANA

NEVIGLIE (CN/I) il 13/04/1922

DISTRETTO DI MONDOVÌ

Contadino

FFAA Regie DIV ALPINA CUNEENSE 2^ RGT

ALPINI BTG. SAN DALMAZZO

UCIOSTOJE (URSS) il 13/03/1943

Il Lager 56 di UCIOSTOJE aveva come Stazione Ferroviaria di scarico CHOBOTOVO a Nord di MICIURINSK,nella Regione di TAMBOV.
Vi sono Fosse Comuni dove sono sepolti 4.344Militari Prigionieri Italiani la quasi totalità morta per Malattie e Scarsità di cibo. 

(fonte Maurizio Comunello V, Pres. U.N.I.R.R.)

ANNO 1955



DECORATO CON CROCE DI GUERRA AL VALOR MILITARE CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE:

<IN CRUENTA LOTTA CONTRO AGGUERRITI ELEMENTI AVVERSARI, DAVA RIPETUTE PROVE DI STRENUO VALORE E COSCIENTENONCURANZA DEL PERICOLO.> FRONTE RUSSO GENNAIO 1943

 

domenica 11 febbraio 2024

MARENDA MAGGIORINO ARGUELLO 1921 Tunisi 1943

 








                 FANTE MARENDA MAGGIORINO 

              DI FELICINA FRANCONE E FILIPPO

ARGUELLO (CN/I) il 15/05/1921

LEQUIO BERRIA (CN/I)

Contadino FFAA Regie

DIV PISTOIA 35^ RGT FANTERIA

SOLDATO

Luogo di morte: TUNISIA il 18/04/1943


DAL DIARIO DI GUERRA DIVISIONE "PISTOIA"


1942 -  Nel mese di settembre il comando divisione e diversi reparti vennero trasferiti in Africa Settentrionale lungo il confine egiziano, alle dipendenze del XXI Corpo d'Armata, e nel mese di ottobre assunse la difesa delle posizioni di Bardia, Sollum e Halfaya. Dall'11 novembre la divisione subì i duri attacchi da parte delle unità inglesi, le posizioni vennero perdute e i resti delle unità iniziarono il ripiegamento verso ovest.

 1943 - Rivelatasi impossibile ogni resistenza in territorio libico, il movimento proseguì verso la Tunisia ed il 4 febbraio sono raggiunte le posizioni del Mareth. Il 6 marzo la Divisione partecipò ad un'azione offensiva su tutto il fronte del Mareth onde ritardare la ripresa offensiva dell'avversario. Passata l'iniziativa nelle mani del nemico questi con preponderanza di carri e fanteria si riversò sulle posizioni occupate dalla Divisione Pistoia. La resistenza, nonostante le forti perdite subite, fu tenace. Ma il 25 marzo, essendosi delineata una manovra avvolgente sulla destra dello schieramento, in direzione di El Hamma, si diede inizio ad una manovra di ripiegamento che per fasi successive portò le unità della divisione sulla linea Akarit-Chotts. Tra il 5 e il 7 aprile riprese l'offensiva nemica ed in seguito a profonde penetrazioni di carri nello schieramento di altra grande unità, per evitare un eventuale aggiramento, la Divisione Pistoia dovette nuovamente arretrare sino alla linea di Enfidaville, dove giunse il 13 con le unità provate e decimate. Dopo alcuni giorni l'avversario portò un massiccio attacco ad ovest del nodo stradale di Takrouna; la Divisione, subita l'iniziativa nemica, reagì con decisione appoggiata da precisi e tempestivi concentramenti di artiglieria e riprese alcune posizioni. Attaccata ancora nella stretta Dj Redane-Dj Zkida e successivamente aggirata da unità nemiche provenienti da nord, dopo aver difese con estrema decisione le posizioni occupate, il 13 maggio la Divisione Pistoia venne sopraffatta. Cessò ogni attività e venne sciolta per eventi bellici il 13 maggio.

  TERESINA       CONCESSINA     FELICINA      FILIPPO  MAGGIORINO GEPININ




 













                                         FELICINA      GEPININ