lunedì 27 luglio 2026

SECCO BRUNO ARGUELLO 1940

 



 


 

BRUNO SECCO è nato al Bricco di Arguello nel 1940 da Marina Bosio e Mario Secco.

È  discendente dei Secco dei quali si è trovato documentazione, e lui ricorda di aver conosciuto il nonno “FINAT”

 

NELL’ANNO DEL Signore 1828 io Cabutto giuseppe di Sinio battezzai un bimbo nato da Giovanni Secco e DELFINA CENCIO DI pEZZOLO

GLI FU IMPOSTO NOME GIUSEPPE

PADRINI FURONO  SECCO GIUSEPPE  E MARIA MOGLIE          DI FRANCONE LORENZO

                                     PREPOSITUS PAOLO TRAVAGLIO

 

SECCO VIGIN

 



 

Secco  Vigin - Mario – Anselmo Ernesto e Secondo Bastanza(dr’ospidal) di “Finat”

 

Nell’anno del Signore 1832 il 15 Aprile è nato un bimbo da Giuseppe di Francesco e da Vittoria Conterno figlia di Giuseppe Coniuge di Terzo letto ed in pericolo di morte. Fu battezzato in casa da Michele Vero dello stesso luogo e di me sostituto della cerimonia in Chiesa.

Padrini furono:

FILIPPO MARENDA DI FRANCESCO

E MARGHERITA VERO FIGLIA DI MICHELE

Gli fu imposto il nome di FRANCESCO

 

FRANCESCO GAMBA PREPOSITUS MILLESIMO 1779 1857 AD ARGUELLO DAL 1831 AL 1857

 


 

 

 

 

SECCO FRANCESCO

GIUSEPPE  1832 E VITTORIA CONTERNO

FRANCESCO 1852 ? LUCIA

GIUSEPPE 1872 ? CAV. REALE “Finat”

MORENGO ROSA(SINIO)

 

Figli

VIGIN padre CARLO, RICCARDO, FRANCO, MARIA, ROSA

MARIO padre BRUNO, ANGELO, ROSA

ANSELMO PADRE MAGGIORINO

Ernesto

FIORINA mamma ANNA. ROSA, INES, LUCIANA, ITALO FRANCONE

 

Nonno Finat, che tutti nominavano “èr Cavalier”, era un uomo non molto alto e “an poch spèssot” . Nel pomeriggio andava sotto una quercia (quando Ormai Finat era Andato Avanti, sull’albero si abbatté un fulmine che lo squarciò e fece saltare i pezzi di tronco lontani 300 metri) e o ‘ndava a fé o sogn( andava a fare un sonnellino).

Noi nipoti Carlo, Riccardo, Palmina,T eresa ed io,   ragazzini, lo andavamo a svegliare. Lui sorrideva e non si arrabbiava. O se smorava( giocava) con noi!

Ricordo che un inverno fece una “battaglia” con la neve contro di noi! Lui ci tirava la neve con la pala di legno e noi gli tiravamo èr malocà( palle di neve!) In quella occasione feci cadere rà sigala del nonno, in quel mentre arrivò mio padre Mario che mi colpì con uno “sgiaflon”(schiaffone). Fu l’unica volta che mio padre mi picchiò.

Nonno Giuseppe “Finat” si sposò a Sinio con Morengo Rosa che però io non conobbi. Li ricordo insieme in una grande foto che era appesa al muro sopra la testiera del letto nella camera della casa vecchia dove morì. Anni dopo la sua morte mi tornò in mente quel quadro e andai a vedere per prenderlo come ricordo, ma non lo trovai più. Andai anche dai cugini di Sinio a chiedere se avessero avuto una foto dei nonni o almeno della nonna ma dissero che non avevano nulla, e così rimasi con i miei ricordi.

Nonno era uno troppo buono,, andava a comprare “èr paste dosse” (biscotti) e ne comprava una scatola intera di quelle di latta quadre.


 

Mi sovviene che quasi tutte le settimane venivano a fargli visita Celin, il papà di Emilio, Ceco (Benedetto) dèr Brichèt papà di Dante e Donarin drà Braja.

Benedetto “Ceco”  Donato “Donarin”      “Celin”


Nonno Finat che di nome faceva Giuseppe, li portava nella “ taverna “(come la chiamava lui) della casa nuova e lì mangiavano bevevano e cantavano.

 Nonno Finat, dava ospitalità a tutti. Girolon e Partigiani, e per la gioia di noi bambini erano sempre al Brich di Arguello. I partigiani  piazzarono una mitraglia e dissero che volevano sparare ai "Cavalot".  Poi non spararono, ma qualche spia fece sì che venissero i tedeschi . Mio padre Mario, Vigin, ed Ernesto fuggirono nei boschi e si nascosero in Aure dai nonni materni. Quando arrivarono a cercare i Partigiani, questi erano scappati e i tedeschi trovarono solo mia madre Marina,magna PInota e Concessina


 

Concessina di Anselmo


     Pinota di Vigin

e noi quattro o cinque bambini. Il nonno lo nascosero, e chiusero in un nascondiglio perché voleva prendere il fucile e sparare ai tedeschi! Un militare vedendo tutti noi bambini, ricordo che alle donne imploranti disse: <...questa casa lasciare per bambini, ma quella bruciare.> Infatti dove avevano trovato le armi dei partigiani fece portare della paglia e incendiarono . Noi, anche se piccoli, fummo mandati in Aure a chiamare gli uomini che stavano già tornando perché avevano visto il fumo. Andò bene che i tedeschi se ne erano andati e non tornarono perché diversamente li avrebbero uccisi tutti. Furono salvati un po' di sacchi di grano nascosti per proteggerli dall' Annonaria. Il nonno aveva una passione per il grano, e lo seminava ovunque. Aveva anche delle vigne, ma principalmente ci teneva al grano. Mio padre mi raccontò che lui e Donarin una volta a Cravanzana, fecero la scommessa su chi avesse avuto più soldi nel portafoglio. Pare abbia vinto mio nonno Cavalier Finat!.

LUCIA “Lissiin”  penso sia stata una parente di Finat!

Mio padre diceva ch'à fava voghe èr masche!( faceva vedere le masche).

Possedeva èr Castel, le case diroccate dove ora c'è il Salone " Nuto Revelli", il terreno della "Repubblica" e molti altri “pezzi di terreno” che ereditarono Vigin, e i fratelli. (Dalla targa  trovata in San Frontiniano Francesco e Lucia furono figli di Secco Giovanni, e come Joseph di Delfina Cencio

NELL’ANNO DEL Signore 1828 io Cabutto giuseppe di Sinio battezzai un bimbo nato da Giovanni Secco e DELFINA CENCIO DI pEZZOLO

GLI FU IMPOSTO NOME GIUSEPPE

PADRINI FURONO  SECCO GIUSEPPE  E MARIA MOGLIE          DI FRANCONE LORENZO

                                     PREPOSITUS PAOLO TRAVAGLIO

Effettuando supposizioni si potrebbe spiegare il nome di “Finat” COME RINOMINANTE LA BISNONNA DELFINA, E IL NOME GIUSEPPE PER RINOMINARE IL NONNO GIUSEPPE.


ALTRA DEDUZIONE PER IL NOME LUCIA è CHE ESSENDO FIGLIA DI GIOVANNI FOSSE SORELLA DI FINAT E QUINDI LE VENNE DATO IL NOME DELLA NONNA( MOGLIE DI FRANCESCO DEL 1832).

La considerazione che Lissin fosse nata intorno al 1850/60 è in base ai ricordi di chi la conobbe vivente negli anni 1930/40:

Mossio Nando 1909- FIORINA SECCO FRANCONE 1906, MARIO SECCO 1913

Andai a scuola i primi tre anni a San Frontiniano,


avevamo il maestro Pea e ricordo che una volta mandò fuori Elio perché disturbava. Lui andò a sedersi nella vigna difronte alla scuola e si mise a cantare. E così fece ridere noi bambini e arrabbiare il maestro.

Poi feci quarta  nelle aule in paese. Quinta e sesta andai a Lequio. Naturalmente andavamo a piedi e passavamo attraversando il rio e salendo alla “Rambada”

Parlando di scuola mi viene in mente Albino,


mio coscritto che dopo le scuole andò a lavorare da servitò a Roddi e quando tornava a casa si giocava i soldi che aveva guadagnato. Ce n’era anche un altro che aveva il vizio del gioco e per non farsi sgridare teneva qualche moneta e le faceva scandagliare in tasca. In realtà li aveva persi tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno: A quei tempi non avevo ancora la patente. Dovevamo andare a giocare antra Val di Ross, partimmo in vespa ma non sapendo dove era lo sferisterio andammo a Canale facendo un giro lunghissimo. Arrivammo tardi e l' arbitro aveva già dato partita vinta alla squadra di casa. Però i giocatori chiesero all' arbitro di giocare. Si giocò e vincemmo lasciando fare 4 punti. Fu quella volta che na matota, volle fare una  foto con me, e poi me la portò! Però ora che ci penso, dopo che sposai Clara quella foto non la vidi più!

 

Col Torneo dei paesi giocammo in tante piazze e sferisterio. Con me giocavano Elio, Franco e Paolo e qualche volta Mauro. Una volta avevo febbre a 38 e mezzo e si doveva giocare a Cerretto. Vennero a chiamarmi e insistettero perché andassi anche con la febbre. Incosciente, guardai non ci fosse mia madre, che non mi avrebbe lasciato e " bele maravi!" Andai. Perdemmo, ma  dimostrammo agli avversari di Cerretto che  sapevamo batterci anche con la febbre. Andai anche a giocare a Neive e quella piazza mi piaceva perché potevo esprimere tutta la mia potenza e infatti feci parecchie 'intre" facendomi applaudire. In seguito andai con due giocatori Neivesi a giocare allo Sferisterio nuovo di Torino. Mi chiesero di giocare in squadre del torneo di terza categoria, ma non lo feci perchè lavorando, prima in campagna e poi come muratore da Nando, non riuscivo ad essere puntuale. Così mi limitai a fare i tornei di Pantalera. Mi sono divertito ugualmente ed ho vinto tanti premi. Ho avuto modo di conoscere tanti giocatori e li feci venire a giocare ad Arguello, dove dopo le partite si finiva da Emma e Giovanni


a mangiare e bere. Vennero Berutin, Bertola, Balocco ed altri. Mi dispiace che non riuscì a venire Riky Aicardi perchè impegnato da un' altra parte.

Da giovane vedevo che alle partite "Is traversava Fort! Si scommetteva forte. Mi proposero anche di partecipare alle scommesse, ma non accettai mai, preferivo giocare per divertirmi. Una volta vidi un forte giocatore che fece una figuraccia. Accettò di mollare un punto, poi però l'allibratore non gli portava i soldi e così giocò distratto tutta la partita chiedendo i soldi che gli spettavano. Ebbi una sola volta uno sponsor "Gepin" che mi promise cinquanta Mila lire se vincevo e me li diede.!

 

 


                                               Clara sulla carriola

 


FRANCESCO- LUISA CLARA- CRISTINA- EMMA ITALO e CELIN

Clara ricorda Esterina che sposò Francone Fortunato. Furono i genitori di Oreste (nella foto), Maria e Augusta

 

 

                                    Bona Esterina, Oreste e papà Fortunato Francone


Clara dice che Esterina era molto buona, rimase vedova molto giovane e lavorò tanto per mantenere i figli. Bruno ricorda che fece anche la cuoca per i bambini della scuola di Arguello.

 


Clara ricorda anche zia Agostina Bona. Era permalosa e se non passavo a salutarla si offendeva e lo riferiva a papà e mamma.

 




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