BRUNO SECCO è nato al Bricco di Arguello nel
1940 da Marina Bosio e Mario Secco.
È discendente dei Secco dei quali si è trovato
documentazione, e lui ricorda di aver conosciuto il nonno “FINAT”
NELL’ANNO DEL Signore 1828 io Cabutto giuseppe di Sinio battezzai un
bimbo nato da Giovanni Secco e DELFINA CENCIO DI pEZZOLO
GLI FU IMPOSTO NOME GIUSEPPE
PADRINI FURONO SECCO
GIUSEPPE E MARIA MOGLIE DI FRANCONE LORENZO
PREPOSITUS PAOLO TRAVAGLIO
SECCO VIGIN
Secco Vigin - Mario
– Anselmo Ernesto e Secondo Bastanza(dr’ospidal) di “Finat”
Nell’anno del Signore 1832 il 15 Aprile è nato un bimbo da
Giuseppe di Francesco e da Vittoria Conterno figlia di Giuseppe Coniuge di
Terzo letto ed in pericolo di morte. Fu battezzato in casa da Michele Vero
dello stesso luogo e di me sostituto della cerimonia in Chiesa.
Padrini furono:
FILIPPO MARENDA DI FRANCESCO
E MARGHERITA VERO FIGLIA DI MICHELE
Gli fu imposto il nome di FRANCESCO
FRANCESCO GAMBA PREPOSITUS MILLESIMO 1779 1857 AD ARGUELLO
DAL 1831 AL 1857
SECCO FRANCESCO
GIUSEPPE 1832 E
VITTORIA CONTERNO
FRANCESCO 1852 ? LUCIA
GIUSEPPE 1872 ? CAV. REALE “Finat”
MORENGO ROSA(SINIO)
Figli
VIGIN padre CARLO, RICCARDO, FRANCO, MARIA,
ROSA
MARIO padre BRUNO, ANGELO, ROSA
ANSELMO PADRE MAGGIORINO
Ernesto
FIORINA mamma ANNA. ROSA, INES, LUCIANA, ITALO
FRANCONE
Nonno Finat, che tutti
nominavano “èr Cavalier”, era un uomo non molto alto e “an poch spèssot” . Nel
pomeriggio andava sotto una quercia (quando Ormai Finat era Andato Avanti,
sull’albero si abbatté un fulmine che lo squarciò e fece saltare i pezzi di
tronco lontani 300 metri) e o ‘ndava a fé o sogn( andava a fare un sonnellino).
Noi nipoti Carlo, Riccardo,
Palmina,T eresa ed io, ragazzini, lo
andavamo a svegliare. Lui sorrideva e non si arrabbiava. O se smorava( giocava)
con noi!
Ricordo che un inverno fece
una “battaglia” con la neve contro di noi! Lui ci tirava la neve con la pala di
legno e noi gli tiravamo èr malocà( palle di neve!) In quella occasione feci
cadere rà sigala del nonno, in quel mentre arrivò mio padre Mario che mi colpì
con uno “sgiaflon”(schiaffone). Fu l’unica volta che mio padre mi picchiò.
Nonno Giuseppe “Finat” si
sposò a Sinio con Morengo Rosa che però io non conobbi. Li ricordo insieme in
una grande foto che era appesa al muro sopra la testiera del letto nella camera
della casa vecchia dove morì. Anni dopo la sua morte mi tornò in mente quel
quadro e andai a vedere per prenderlo come ricordo, ma non lo trovai più. Andai
anche dai cugini di Sinio a chiedere se avessero avuto una foto dei nonni o
almeno della nonna ma dissero che non avevano nulla, e così rimasi con i miei
ricordi.
Nonno era uno troppo buono,, andava a comprare “èr paste dosse” (biscotti) e ne comprava una scatola intera di quelle di latta quadre.
Mi sovviene che quasi tutte le
settimane venivano a fargli visita Celin, il papà di Emilio, Ceco (Benedetto)
dèr Brichèt papà di Dante e Donarin drà Braja.
Benedetto “Ceco” Donato “Donarin” “Celin”
Nonno Finat che di nome faceva
Giuseppe, li portava nella “ taverna “(come la chiamava lui) della casa nuova e
lì mangiavano bevevano e cantavano.
Nonno Finat, dava ospitalità a tutti. Girolon e Partigiani, e per la gioia di noi bambini erano sempre al Brich di Arguello. I partigiani piazzarono una mitraglia e dissero che volevano sparare ai "Cavalot". Poi non spararono, ma qualche spia fece sì che venissero i tedeschi . Mio padre Mario, Vigin, ed Ernesto fuggirono nei boschi e si nascosero in Aure dai nonni materni. Quando arrivarono a cercare i Partigiani, questi erano scappati e i tedeschi trovarono solo mia madre Marina,magna PInota e Concessina
Concessina di Anselmo
Pinota di Vigin
e noi quattro o cinque bambini.
Il nonno lo nascosero, e chiusero in un nascondiglio perché voleva prendere il
fucile e sparare ai tedeschi! Un militare vedendo tutti noi bambini, ricordo che
alle donne imploranti disse: <...questa casa lasciare per bambini, ma quella
bruciare.> Infatti dove avevano trovato le armi dei partigiani fece portare
della paglia e incendiarono . Noi, anche se piccoli, fummo mandati in Aure a
chiamare gli uomini che stavano già tornando perché avevano visto il fumo. Andò
bene che i tedeschi se ne erano andati e non tornarono perché diversamente li
avrebbero uccisi tutti. Furono salvati un po' di sacchi di grano nascosti per
proteggerli dall' Annonaria. Il nonno aveva una passione per il grano, e lo
seminava ovunque. Aveva anche delle vigne, ma principalmente ci teneva al
grano. Mio padre mi raccontò che lui e Donarin una volta a Cravanzana, fecero
la scommessa su chi avesse avuto più soldi nel portafoglio. Pare abbia vinto
mio nonno Cavalier Finat!.
LUCIA “Lissiin” penso sia stata una parente di Finat!
Mio padre diceva ch'à fava
voghe èr masche!( faceva vedere le masche).
Possedeva èr Castel, le case
diroccate dove ora c'è il Salone " Nuto Revelli", il terreno della
"Repubblica" e molti altri “pezzi di terreno” che ereditarono Vigin,
e i fratelli. (Dalla targa trovata in
San Frontiniano Francesco e Lucia furono figli di Secco Giovanni, e come Joseph
di Delfina Cencio
NELL’ANNO DEL Signore 1828 io Cabutto
giuseppe di Sinio battezzai un bimbo nato da Giovanni Secco e DELFINA CENCIO DI
pEZZOLO
GLI FU IMPOSTO NOME GIUSEPPE
PADRINI FURONO SECCO GIUSEPPE E MARIA MOGLIE DI FRANCONE LORENZO
PREPOSITUS
PAOLO TRAVAGLIO
Effettuando supposizioni si potrebbe spiegare il nome di “Finat” COME RINOMINANTE LA BISNONNA DELFINA, E IL NOME GIUSEPPE PER RINOMINARE IL NONNO GIUSEPPE.
ALTRA DEDUZIONE PER IL NOME
LUCIA è CHE ESSENDO FIGLIA DI GIOVANNI FOSSE SORELLA DI FINAT E QUINDI LE VENNE
DATO IL NOME DELLA NONNA( MOGLIE DI FRANCESCO DEL 1832).
La considerazione che Lissin
fosse nata intorno al 1850/60 è in base ai ricordi di chi la conobbe vivente
negli anni 1930/40:
Mossio Nando 1909- FIORINA
SECCO FRANCONE 1906, MARIO SECCO 1913
Andai a scuola i primi tre anni a San Frontiniano,
avevamo il maestro Pea e ricordo che una volta mandò fuori Elio perché disturbava. Lui andò a sedersi nella vigna difronte alla scuola e si mise a cantare. E così fece ridere noi bambini e arrabbiare il maestro.
Poi feci
quarta nelle aule in paese. Quinta e
sesta andai a Lequio. Naturalmente andavamo a piedi e passavamo attraversando
il rio e salendo alla “Rambada”
Parlando di scuola mi viene in mente Albino,
mio coscritto che dopo le scuole andò a lavorare da servitò a Roddi e quando tornava a casa si giocava i soldi che aveva guadagnato. Ce n’era anche un altro che aveva il vizio del gioco e per non farsi sgridare teneva qualche moneta e le faceva scandagliare in tasca. In realtà li aveva persi tutti.
Bruno: A quei tempi non avevo
ancora la patente. Dovevamo andare a giocare antra Val di Ross, partimmo in
vespa ma non sapendo dove era lo sferisterio andammo a Canale facendo un giro
lunghissimo. Arrivammo tardi e l' arbitro aveva già dato partita vinta alla
squadra di casa. Però i giocatori chiesero all' arbitro di giocare. Si giocò e
vincemmo lasciando fare 4 punti. Fu quella volta che na matota, volle fare
una foto con me, e poi me la portò! Però
ora che ci penso, dopo che sposai Clara quella foto non la vidi più!
Col Torneo dei paesi giocammo in tante piazze e sferisterio. Con me giocavano Elio, Franco e Paolo e qualche volta Mauro. Una volta avevo febbre a 38 e mezzo e si doveva giocare a Cerretto. Vennero a chiamarmi e insistettero perché andassi anche con la febbre. Incosciente, guardai non ci fosse mia madre, che non mi avrebbe lasciato e " bele maravi!" Andai. Perdemmo, ma dimostrammo agli avversari di Cerretto che sapevamo batterci anche con la febbre. Andai anche a giocare a Neive e quella piazza mi piaceva perché potevo esprimere tutta la mia potenza e infatti feci parecchie 'intre" facendomi applaudire. In seguito andai con due giocatori Neivesi a giocare allo Sferisterio nuovo di Torino. Mi chiesero di giocare in squadre del torneo di terza categoria, ma non lo feci perchè lavorando, prima in campagna e poi come muratore da Nando, non riuscivo ad essere puntuale. Così mi limitai a fare i tornei di Pantalera. Mi sono divertito ugualmente ed ho vinto tanti premi. Ho avuto modo di conoscere tanti giocatori e li feci venire a giocare ad Arguello, dove dopo le partite si finiva da Emma e Giovanni
a mangiare e bere. Vennero Berutin, Bertola, Balocco ed altri. Mi dispiace che non riuscì a venire Riky Aicardi perchè impegnato da un' altra parte.
Da giovane vedevo che alle
partite "Is traversava Fort! Si scommetteva forte. Mi proposero anche di
partecipare alle scommesse, ma non accettai mai, preferivo giocare per
divertirmi. Una volta vidi un forte giocatore che fece una figuraccia. Accettò
di mollare un punto, poi però l'allibratore non gli portava i soldi e così
giocò distratto tutta la partita chiedendo i soldi che gli spettavano. Ebbi una
sola volta uno sponsor "Gepin" che mi promise cinquanta Mila lire se
vincevo e me li diede.!
Clara sulla carriola
FRANCESCO- LUISA CLARA-
CRISTINA- EMMA ITALO e CELIN
Clara ricorda Esterina che
sposò Francone Fortunato. Furono i genitori di Oreste (nella foto), Maria e
Augusta
Clara dice che Esterina era
molto buona, rimase vedova molto giovane e lavorò tanto per mantenere i figli.
Bruno ricorda che fece anche la cuoca per i bambini della scuola di Arguello.
Clara ricorda anche zia
Agostina Bona. Era permalosa e se non passavo a salutarla si offendeva e lo
riferiva a papà e mamma.
Nessun commento:
Posta un commento