domenica 28 giugno 2026

LEQUIO BERRIA 29 GIUGNO 1944

 



La strage in questione avvenne verso le 18,00 poco a valle delle Cascine Fedriale e Vignasso verso il Berria, dove ora sorge il seguente Monumento.


TESTIMONIANZE DI QUEL TERRIBILE 29 GIUGNO 1944


DESTEFANIS  LUIGI  06/06/1925  LEQUIO BERRIA (CUNEO) -

CONTADINO

Nome di battaglia DINO  CADUTO  2° DIV LANGHE

PARTIGIANO Dal 04/01/1944 Al 29/06/1944

Caduto il 29/06/1944  LEQUIO BERRIA

GALLIZIA  BENEDETTO GIUSEPPE DI MARCELLO 

12/05/1907  COSSANO BELBO (CUNEO) -

MECCANICO CORPO AUTOMOBILISTICO Reparto 33° AUTOCENTRO

Nome di battaglia GILERA  CADUTO  FORM MAURI

2° DIV LANGHE Dal 18/12/1943 Al 29/06/1944

 Caduto il 29/06/1944  LEQUIO BERRIA  CADUTO IN COMBATTIMENTO

GAVARINO JOSEPH DI FELICE CANELLI (AT/I) il 14/03/1913

Professione :MEDICO

Qualifica: CVL Unità: VI DIV LANGHE

Luogo di morte: LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944

 

NOE' LORENZO DI LUIGI LEQUIO BERRIA (CN/I) il 31/08/1915

Contadino CVL Unità: VI DIV LANGHE

LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944

 

HANS ENRICH

Qualifica: CVL II DIV LANGHE 5^ BRG BELBO

LEQUIO BERRIA (CN/I) il 29/06/1944

pietra scolpita da ANGELO BOSIO di Aure Arguello

https://youtu.be/h2ci4ENsGHQ  CAMMINATA AL CIPPO DEL VIGNASSO   


  
ATTILIO GAVARINO partigiano "OBRA"

< Nella prima mattina del 29 6 1944 arrivarono i tedeschis ull’aia della Cascina Fedriale ed appiccarono il fuoco alla casa. C’erano dentro alcuni Partigiani,tra i quali l’austriacoHans Henrich, e questi non potendo più fuggire, scamparono alla cattura nascondendosi nel solaio. Ritengo che i tedeschi avessero collocato delle vedette sul Bricco per tenere d’occhio il luogo ed intervenire di nuovo nel momento più opportuno. Infatti, quando nel pomeriggio scesero qui da Lequio parecchie persone per vedere come stavano le cose e ricmparvero anche i primi partigiani, i tedeschi tornarono all’improvviso su due macchine, l’una proveniente da Lequio e l’altra da Benevello cercando di sorprendere i partigiani tra due fuochi. Vi fu subito una sparatoria e la gente che si gettò verso l’alto lungo il versante del Rio Berria scampà alle pattuglie.

Io, mentre sfuggivo loro, caddi e mi ruppi un braccio e dovetti nascondermi sotto un cespuglio in fondo ad alcuni solchi di fagioli. Un tedesco mi passò accanto, ma forse la sua paura era uguale alla mia perché fece in modo di non vedermi. Il Dott. Gavarino, che era scappato di casa attraverso i campi, fu inseguito, raggiunto e subito ucciso. La stessa cosa successe a Lorenzo Noè, che era accorso da Lequio sul posto. Poco più a valle furono scoperti i due partigianiDestefanis e Gallizia; fu catturato anche l’austriaco hans e tutti e tre furono uccisi.Sentii uno di loro che urlava ancora qualcosa e poi piombò sul luogo un pauroso silenzio di lutto.

I tedeschi presero una scala presso la cascina, vi deposero un materasso e provvidero a sgomberare i loro due soldati feriti e verso sera li portarono via. Alla Cascina presero anche due ostaggi e sembrava che volessero fucilare la donna piangente che avevano fatto inginocchiare sull’aia, ma poi venne liberata, mentre portarono via il marito, MODESTO AIRALE, che nel carcere di Asti ebbe a subire torture e interrogatori e fu trattenuto per qualche tempo!

L





BOSIO SECONDINA DELPONTE



         TESTIMONIANZE DEL 29 GIUGNO 1944 

                      A LEQUIO BERRIA

IL 29 GIUGNO 1944 verso le 10,30 si sentirono degli spari che provenivano dalla cascina “FEDRIALE” DI Celestino Gavarino. Si seppe dopo che erano tedeschi venuti apposta. I giovani che erano in piazza fuggirono verso il Santuario della Madonna.

Mio padre era andato per dei lavori proprio al “Vignasso” e siccome sparavano basso dovette mettersi a faccia in giù nella meliga. Si coprì la testa con della terra. Noi avevamo proprio un campo lì sotto la casa dove adesso abita Claudia Gavarino. Gli spari provenivano dalla strada che porta a Benevello e dai militari che venivano dai tre Cunei. Mio padre poi riuscì a rientrare a casa per miracolo procedendo “a gatass” rasoterra.

I tedeschi erano stati informati da qualche spia che da “Gavarin Attilio” (Comandante di Brigata Partigiana) si erano rifugiati i partigiani di Poli e di Muscun(Noè Renato). Amedeo Castagnotti scrisse poi anche il nome del Delatore “tal Crisseul” che faceva il servitò dai “Buerin. Prima era stato con i Partigiani e poi era passato con i fascisti. Fu poi ucciso tra Alba e Ricca da un partigiano.

Celestino e Teresa Gavarin si erano già allontanati dalla cascina, poi erano tornati per preparare da mangiare ai partigiani, invece la Annunziata con la figlia Anna, moglie e figlia di Gavarino si erano recate a Cerretto Langhe. Teresa fece appena in tempo a rifugiarsi nel boschetto vicino a casa e poi alla Borgata “Riale. Non avendo trovato nessun Partigiano i nazifascisti diedero fuoco alla cascina e poi se ne andarono. Però tornarono nel pomeriggio scendendo dal “Gallo” e arrivarono da sotto, cioè dallo “rian” e sorpresero Destefanis Luigi Partigiano di 19 anni, Noè Lorenzo che era andato con la fidanzata Margherita che non fu uccisa ma costretta ad assistere alla fucilazione. Furono uccisi anche il Partigiano chiamato “Gilera”, un austriaco che era passato con i partigiani( Hans Enrich”Stenry”). Gavarin riuscì a nascondersi sotto delle sterpaglie e i tedeschi non lo videro e anzi gli passarono sopra, “Cimiru” il servitò riuscì a fuggire ed ebbe la giacca forata da una pallottola. Moscon(Muscun) e altri due partigiani si nascosero nel pagliaio che fortunatamente non fu incendiato perché i tedeschi furono scongiurati dalla vecchia “Fedelina ra Prucia”, amica dei Gavarino. Arrestarono anche “Crusin” che fu deportato ad Asti e rilasciato solo dopo alcuni giorni. Videro anche Gavarino Joseph che fuggiva e senza pietà lo ammazzarono. I morti furono recuperati solo il giorno dopo dal Partigiano Ernesto Montanaro che con il carro di Fiorenzo Messeni furono trasferiti nella Chiesa di San Rocco e posti su della paglia.>Con co rà dì Medeo fu proprio “un giorno di fuoco”!  






ADRIANO BALBO Partigiano "Giorgio"

29 Giugno 1944 a Lequio Berria

La notte tra il 28 e il 29 giugno al Gallo hanno dormito alcuni Partigiani, Anche Meghi ha dormito a casa sua, Altri sono dai Gavarino. La mattina verso le nove arriva Poli in Moto. La cascina del Gallo è in u punto molto favorevole per controllare la zona. Si trova all’incrocio di tre strade: quella di Diano, quella di Benevello e quella di Montezemolo. La viabilità è buona in tutte le direzioni. Poli è con Meghi. Hanno sentito sparare verso Alba e le chiede di salire in moto con lui fino al bivio per Rodello. Meghi dovrebbe poi proseguire a piedi verso Diano, per capire che cosa sta succedendo e poi ritornare per riferire.Poli l’aspetterà……………………………………………………………..

Viene il Dottor Joseph e mi propone di andare fino alla casa bruciata. Vuol vedere i danni che ha avuto Attilio. …………………………………………………Quando arriviamo ci sono intorno alla casa e al fienile contadini e partigiani che non conosco. C’è una forte puzza di bruciato, la cascina non è crollata, il tetto è praticamente intero, ma le stanze sono semidistrutte dal fuoco e dalle munizioni esplose.

Ricordo di essere rimasto nella casa meno di dieci minuti, quando iniziano dinuovo le raffiche di Maschinengewehr.sono dinuovo i tedeschi. Non abbiamo sentito il rumore dei camion.

Miaffaccio sul terrazzino e individuo in alto, a tre o quattrocento metri, due postazioni di tedeschi sulla strada che passa dal Brich del Mulino a vento, per proseguire ,quasi parallela al rio Berria, vrso Pian dei Gatti. Quel percorso permette loro un’ampia visuale della conca sotto la cascina bruciata. ………………………….C’è gente che corre nei campi e i tedeschi sparano a tutti. ……………………………..salto direttamente sul terreno, Joseph mi segue.Corriamo a perdifiato in un campo di meliga, credo, o di grano, che ci copre. I colpi fioccano. Ci hanno individuati e ci stanno centrando. …………………………………………………Procedo balzelloni, gettandomi e strisciando,rialzandomi e correndo…………………………………………. Striscio e mi sposto di un centinaio di metri……………………………………. Mi interro come posso e non mi muovo. Continuano le raffiche, sempre più distanziate. Dopo una o forse due ore tutto è silenzio. Aspetto ancora il buio. Solo allora esco dall ritano e arrivo alla cascina Papa dai Noè.Disastro, sono tutti in lacrime. …………………………………………………………..

Con loro c’è Pinin .Sento le notizie, sono tragiche. LUCIANO NOÈ, , è morto.I tedeschi sono scesi nel bosco dove al mattino avevano visto rifugiarsi i partigiani e lo hanno circondato e rastrellato. JOSEPH GAVARINO, il mio medico, non è rientrato. Sonon morti tre PARTIGIANI:  LUIGI DESTEFANIS, uno dei ragazzi di Gavarino GIUSEPPE GALLIZIA “GILERA”, È morto il tedesco HANS ENRICH( Hans Enrich”Stenry”), CHE IL GIORNO PRIMA MI AVEVA REGALATO IL SUO DISTINTIVO, L’aquila del Reich.

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DESTEFANIS NINO D'AN BARIA

https://youtu.be/Ox-GbpZQQyk    Gavarino Attilio da noi     

 PARTIGIANO ATTILLIO GAVARINO

...ad Attilio Gavarino andò bene quel 29 giugno '44 al Vignasso. Si nascose e quando i nazisti rincorsero Hans, inciamparono nel suo corpo ma lui si finse morto. Gli calpestarono un braccio e proseguirono per processare ed uccidere il Partigiano Hans che aveva disertato dalle truppe naziste per unirsi al gruppo di Poli e Moretto. Ci raccontò com'erano stati sorpresi dai nazifascisti che erano ritornati quando venne a rifugiarsi da noi an Berria, dove c'erano già suo padre e sua madre

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